La storia di Mia Martini mi ha sempre lasciata incredula.

Ho spesso associato l’idea dell’esistenza dello “iettatore” alla commedia o alle tradizioni popolari, insomma qualcosa di cui ridere non a cui credere.

E invece solo 25 anni fa, non nel Medioevo, Mia moriva per questa “superstizione”.

Ricordo che, nel liceo scientifico della mia città non nella bottega degli analfabeti, era stato individuato uno iettatore.

Il malcapitato veniva isolato, schernito, temuto.

Ebbene se penso agli effetti di questa credenza popolare, che rovina la vita quando non le pone termine, non mi fa più ridere.

La storia incredibile di Mia Martini che guarda verso il fotografo con la sigaretta accesa nella mano

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