Quando ero una bambina percorrevo, in auto, una strada lungo la quale vedevo tante donne tristi, poco vestite, sedute su sedie o sgabelli.

Non capivo cosa stessero facendo, pensavo fossero povere, ma ricordo che sentivo il loro disagio di stare sotto il sole o sotto la pioggia, senza protezioni né dal clima né dai pericoli.

Ebbene, spaventata dai rischi a cui si esponevano, pensai che da grande avrei fondato una grande fabbrica per farle lavorare, in modo tale che avrebbero avuto uno stipendio per scegliere dove vivere. 

Pensai che avrebbero potuto fare delle borse da donna perchè, ingenuamente, pensavo che avrebbe potuto cucirle anche chi non era esperta.

Oggi scopro che il Progetto Quid, per fortuna, ha realizzato la mia idea infantile, aiutando non solo le donne di quella strada, ma anche le vittime di violenza, le persone con disabilità, gli ex detenuti e i migranti.

I vestiti che producono non sono solo belli: sono una salvezza per molte persone.

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