La ricerca del consenso sta diventando ridicola. 

Mi fa pensare all’episodio della serie “Black Mirror” in cui la qualità delle prestazioni che ciascuno riceve nella propria vita (l’auto migliore, la villa più grande etc.) dipende dall’indice di gradimento che gli viene assegnato dagli altri.  

Il nostro valore sembra essere misurato dall’approvazione degli altri.

E se è vero che da quando il mondo è nato l’approvazione sociale è un fattore non trascurabile, oggi è oltremodo condizionante.

Chi dovrebbe orientare il popolo è orientato da quante volte una certa parola è stata cercata sui motori di ricerca.

Sembra che nessuno abbia più la visione di insieme e che quindi nessuno sappia dove stiamo andando.

Siamo come un grande serpente e il movimento della nostra coda condiziona quello della nostra testa.

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