La ragion di Stato è stata una delle protagoniste del 2020.

L’Egitto ha, nei fatti, rifiutato di collaborare con la magistratura italiana nel caso Regeni, per tutelare non meglio precisati interessi nazionali egiziani.

Il dottor Li, che per primo aveva dato l’allarme in relazione all’esistenza del virus, è stato inascoltato per la ragion di Stato, o per un’errata interpretazione di essa.

Lukašenka, in Bielorussia, ha più volte invocato la necessità di proteggere lo Stato per reprimere aspramente il dissenso all’interno del suo Paese.

Sin dai tempi di Botero, che l’ha teorizzata, la ragion di Stato è stata usata per giustificare le più efferate nefandezze.

Il bilanciamento tra ragion di Stato, legge dell’Uomo e legge dello Stato sta subendo scossoni ingiustificati a favore della prima, dimenticando che le informazioni non possono essere più mantenute segrete a lungo. 

A causa delle attuali interconnessioni tra gli Stati, però, l’azione di un Paese influisce sugli altri in maniera molto più invasiva rispetto a prima.

Bisognerebbe ripensare cosa è veramente ragion di Stato e cosa invece è ragion di Stati, assicurando alla giustizia internazionale chi, per difendere un interesse, ne danneggia altre centinaia.

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