Siamo abituati a guardarci allo specchio frontalmente, guardando solo una facciata.

Osservare la nostra facciata laterale potrebbe darci un’idea più completa di noi stessi.

Ad esempio, potremmo scoprire che il difetto posturale, segnalatoci in seconda media, ha finalmente dato i suoi frutti: una piccola gobbetta in corrispondenza del collo, la cui ampiezza dell’angolo è direttamente proporzionale al numero di ore che dedichiamo allo smartphone.

Potremmo, inoltre, scoprire importanti informazioni sul notro portamento: le spalle avranno assunto la posizione che abbiamo mentre camminiamo, e potrebbero ormai precederci.

Le braccia ci potranno dare importanti indicazioni in relazione al “complimento” che ci dedicava nostro padre: se non le avessimo rubate all’agricoltura smetterebbero di traballare come budini.

La sorpresa più parlante potrebbe essere la pancia: ci dirà se dobbiamo diminuire la quantità di birra o intensificare le passeggiate o entrambe le cose.

Il sedere, invece, sarà come la mela per Newton: il segno che la gravità esiste e dobbiamo smettere di stare seduti…almeno per una volta durante la giornata. 

Infine, il ritratto più impietoso ce lo forniranno le gambe, a forma di bottiglia rovesciata, le cui caviglie, pressate dal nostro peso, ci chiederanno, al contrario del sedere, di sederci.

La statua di due persone, un uomo e una donna, che si guardano tenendo tra le mani una conchiglia
Robert Cheaib

Lascia un commento

uno + dieci =