Gli stalli delle biciclette comunali sono animati.

Non c’è altra spiegazione.

Quando sono vicina alla colonnina per prenotare un “biruote”, noto che ci sono 3 o 4  biciclette vicine alla colonnina, ai posti 1, 2, 3 e 4, e una sola bici all’ultimo posto dello stallo, al posto numero 34.

Ebbene, tutte le volte, e ripeto tutte, la colonnina mi impone di prendere la numero 34. La prenotazione dura 30 secondi trascorsi i quali, se non viene prelevata, la bicicletta si blocca nuovamente.

In quei 30 secondi devo superare ostacoli insormontabili che, prima, non erano sulla strada. 

In quel momento infatti mi rotola un pallone tra i piedi, mi si para davanti un bambino ai suoi primi passi, o una persona mi chiede indicazioni stradali. Inutile dire che lo stallo, in quei 30 secondi, ride come un pazzo. 

Quando finalmente, dopo aver vinto le dodici fatiche di Ercole, raggiungo l’anelata bici, il sistema di blocco automatico ha già reso inutile la mia corsa. 

E così, non mi perdo d’animo e ritorno dalla colonnina, sperando che stavolta sia più clemente.

Ma niente, mi ridà la bici numero 34, probabilmente sogghignando.

Io ripeto la mia impresa fallimentare e, al terzo tentativo, imploro la colonnina di essere clemente.

La colonnina mi dà, finalmente, la numero 4, facilmente raggiungibile, e sembra pensare: “L’hai voluto tu!”.

Ed infatti la numero 4 ha i freni non funzionanti.

Quattro biciclette tutte uguali bianche con il sellino marrone sono parcheggiate tutte insieme

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