Cara amica,

quando riempi di acqua una bottiglia il suono del vuoto che diventa pieno ti guida. Senza doverla guardare, sai che devi smettere di versare, se non vuoi che l’acqua trabocchi. 

Con le persone, purtroppo, non senti alcun suono. Puoi percepire qualcosa, ma l’orecchio non ti guida. E lui è traboccato prima che te ne accorgessi.

Non so immaginare quanta forza devi avere nel vedere distrutto qualcosa che stavi iniziando a costruire.

Penso che io sarei impazzita come il dottor Victor Frankenstein, che avrei tentato di infondergli una nuova anima.

Amica mia, ho immaginato il nostro incontro, in tarda età, quando ci saremmo ritrovate vedove, a farci compagnia nella nostra nuova solitudine.

Allora non avremmo avuto più lacrime e le rughe sarebbero sembrate sorrisi.

Non avrei mai immaginato, invece, di doverti consolare così presto.

Una bottiglia con un tappo di sughero appoggiata su un piano, mentre nello sfondo si vede nebbia e alberi

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