L’uomo vede nella natura se stesso e riproduce dettagli antropomorfici nelle opere umane.

In un paese della Basilicata, per esempio, le case hanno gli occhi e il naso.

In un paese della Puglia, invece, la natura ha scolpito due volti, uno nella roccia e l’altro nel legno.

Il vulcano che erutta cenere in Sicilia sta, in realtà, semplicemente respirando, mentre le nuvole danno forma a qualunque immagine presente nella mente umana.

Sembra esserci il bisogno di identificarsi con il circostante, di fondersi con esso.

Oppure, semplicemente, c’è la necessità di ricondurre il tutto alla propria immagine, per rendere quel tutto più comprensibile. 

L’antropocentrismo, che ha quasi ucciso Galileo Galilei per la sua teoria eliocentrica, è ancora presente nella testa dell’uomo.

Per l’uomo sembra esistere solo quel che riesce ad essere oggetto del suo pensiero, ma c’è ancora un universo da scoprire e potrebbe non somigliargli.

L'autoritratto di Galileo Galilei dentro un cammeo e al suo fianco un telescopio riprodotti su una pergamena
Foto di Darkmoon_Art

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