Venti anni di Esportazione della Democrazia, di Azione Umanitaria o, come ha ammesso Biden, semplicemente di Guerra, si concludono con la grade fuga.

I soldati afgani si sono arresi subito all’invasore, senza combattere, ma soldati che non percepiscono lo stipendio da mesi sono più giustificati nel cedere alla paura rispetto agli Stati Alleati che fuggono.

L’unica soluzione alla crisi afgana, dopo venti anni, è la creazione di corridoi umanitari, l’evacuazione di pochi eletti.

E chi resta è condannato a soccombere.
 
Alcuni Stati si affrettano a porgere la mano ai talebani, attuando così un riconoscimento implicito del nuovo Emirato Islamico. 
I talebani, però, non hanno più un popolo che li sostiene, hanno un popolo che li subisce.
 
Dov’è la comunità internazionale, quella comunità che dovrebbe negare il riconoscimento di uno Stato o di un Governo in caso di violazioni dei diritti umani fondamentali?
 
Nessuno è al sicuro se i giochi geopolitici internazionali consentono ad un gruppo di fondamentalisti di sottomettere quasi 40 milioni di abitanti in una settimana.
Water will be back to some dry river , but what about the death fish?”(Shamsia Hassani)

Una donna afgana nascosta dal burqa azzurro seduta sulle scale di una casa distrutta dai colpi della guerra
Opera di Shamsia Hassani

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