Ho la pagina Linkedin invasa dai post dei cazzari.

Si sta sbagliando a dare troppa importanza ad un criterio di valutazione dei professionisti: il brand.

La capacità di pubblicizzarsi non è una dote innata per chiunque, ma non è nemmeno necessaria per svolgere alcune professioni.

Se i lavoratori vengono scelti più per l’immagine che propongono di se stessi che per il loro curriculum, la qualità del lavoro passa in secondo piano e, con essa, anche la qualità del risultato ottenuto.

Il modo approssimativo con cui vengono svolte le proprie mansioni lavorative è il frutto di questa cultura del sembrare. 

Sembrare competente ed essere competente sono cose… diverse.

Il simbolo del tasto di linkedin disegnato su un bottone su uno sfondo bianco

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Varu

    Pubblicizzare la propria professione sui social è una cosa molto diffusa. Naturalmente chi è dipendente quasi mai può farlo o meglio non ne vede l’utilità. I liberi professionisti o comunque quelli in cerca di nuove opportunità cercano di attirare l’attenzione così. In molti casi sembra un po’ una forzatura, a volte anche antipatica.

    1. Figlia del mio tempo

      Certamente è così. Quel che mi fa sorridere è ciò che pubblicizzano.

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