Mi chiamo Majhubin Hakimi e mi piace giocare a pallavolo.

Sono così brava che giocavo nella squadra nazionale del mio Paese, l’Afghanistan.

Non ho più la testa perchè ho fatto una cosa gravissima: nascere donna. 

Mi chiamo Peng Shuai e mi piace giocare a tennis.

Sono talmente brava che sono stata numero uno del mondo in doppio.

Non posso parlare liberamente perché ho fatto una cosa gravissima: ho denunciato lo stupro subito da parte di Zhang Gaoli, ex vicepremier cinese. 

Mi chiamo Krystsina Tsimanouskaya e sono una velocista bielorussa.

Non posso più tornare a casa perché ho fatto una cosa gravissima: ho criticato pubblicamente il mio allenatore e il comitato olimpico bielorusso. 

Mi chiamo Kheira Hamraoui e sono una calciatrice francese. 

Sono stata aggredita a sprangate perché ho fatto una cosa gravissima: sono più brava della mia ex compagna di squadra Aminata Diallo.

Siamo le atlete della ginnastica artistica.

Siamo in molti Stati del mondo e partecipiamo alle Olimpiadi. 

Subiamo ogni tipo di abuso, fisico e psicologico, perché dobbiamo vincere grazie alla nostra piccola statura. 

Abbiamo fatto una cosa gravissima: siamo bambine.   

Una donna giapponese riversa per terra dormiente o morente circondata da fiori rosa appoggiata ad una staccionata
Opera di Milo Manara

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