Gli italianologi sono gli esperti dell’italianità.

Un gruppo di italianologi si dedica, principalmente, alla lingua italiana.

Questi esperti si indignano se si usa una parola inglese in una frase italiana.

Tale sconcerto sarebbe comprensibile se in una frase in italiano, composta di dieci parole, solo una di esse fosse di lingua italiana, ma non l’inverso.

Sarebbe altrettanto comprensibile essere contrariati davanti all’utilizzo di neologismi, derivanti da una parola inglese adattata alla lingua italiana, come ad esempio “skillato”.

Gli italianologi senza dubbio ricorderanno un signore, un po’ fascista, di nome Mussolini, che aveva impedito l’utilizzo della parola francese “garage”, imponendo l’uso dell’italiana “autorimessa”.

Mussolini contrastava “i prestiti da lingue straniere” e ricercava l’uniformità linguistica, cercando di omogeneizzare persino di dialetti. 

I “prestiti da lingue straniere” non sono un fenomeno controllabile o arginabile, ma sono un fenonemo auspicabile perché favoriscono la comprensione delle altre culture.

L’abbattimento virtuale dei confini tra gli Stati ha favorito anche la commistione linguistica. Pertanto non si capisce perché solo l’inglese debba essere demonizzato. 

In sintesi perché ci si può asciugare i capelli con un “Föhn” (tedesco),  per andare in una “boutique” (francese) con un “macho” (spagnolo), ma non si può avere il giusto “mood”(inglese) per uscire?

la bandiera italiana di tre colori verde bianco e rosso disposti in verticale

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Varu

    Il problema non è l’uso dell’inglese ma la storpiatura dell’inglese, tipica soprattutto dello slang del Nord Italia, dove forse l’etica per il lavoro o meglio dire la voglia eccessiva di competere per primeggiare è causa di tutto questo. E quindi abbiamo “staffare”, “schedulare”, “dammi uno slot”, insomma anche antipatico a sentirsi se non lavori in una multinazionale.

    1. Figlia del mio tempo

      Sono d’accordo con te. Le storpiature in quanto tali non sono gradevoli da sentire e per questo motivo si spera che non diffondano. In fondo la lingua cambia con l’uso che si fa di essa.

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