Il giurista d’impresa è per metà divinità e per metà essere umano.

I colleghi del giurista d’impresa non solo sono convinti che sappia tutto, ma anche che sappia individuare qual è il loro cruccio senza ricevere la domanda.

Mentre i pazienti di un medico sanno indicare la parte del corpo che presenta problemi, pur senza saper riconoscere la propria malattia, i colleghi del giurista d’impresa chiedono di controllare tutta la documentazione esistente, senza indicare quali siano le parti in discussione. 

Talvolta capita, invece, che vengano riconosciute al giurista d’impresa qualità da indovino. In tali situazioni viene chiesto di stipulare un contratto senza dare nessuna indicazione sul contraente, sulla durata e, udite udite, sull’oggetto del contratto. Capita, dunque, di dover redigere contratti che vanno bene sia per acquistare un meteorite che per assumere un astronauta.

Si crede, inoltre, che i giuristi abbiano il dono dell’ubiquità. Normalmente, infatti, il giurista d’impresa è l’unico componente dell’ufficio legale o appartiene ad uffici composti da pochissimi elementi. Ciononostante, i colleghi richiedenti il suo divino aiuto sono numerosissimi e lavorano su numerosissime pratiche. E tali pratiche hanno tutte la stessa scadenza, la stessa importanza e la stessa urgenza.

Pertanto il giurista d’impresa, consapevole delle capacità acquisite durante la visione del film “Vieni avanti cretino”, capacità poco divine, ma decisamente pratiche, mette in uso ogni parte della sua mente (e non solo), e porta a termine le attività.

Lino Banfi nel celebre film "vieni avanti cretino" nella scena in cui diventa pazzo per le troppe mansioni che gli vengono assegnate al lavoro

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