Brussels è una città con le valigie.
 
Non c’è una via dove non si senta il rumore delle rotelle dei trolley che combattono per la sopravvivenza sui sampietrini. 
Sembra una città sempre in viaggio, con i suoi hotel in salita e in discesa, a volte raggiungibili solo a piedi.
 
E probabilmente Bruxelles è sempre in viaggio, ma qualcuno ha perso il treno perché il numero di senzatetto, di ogni età, non si conta. Vedere bambini piccolissimi esposti a qualunque pericolo, fa gelare il sangue. 
 
L’odore nauseante di urina si sente pressoché ovunque nelle zone centrali, sia per la presenza di oritanoi pubblici all’aria aperta, sia perché gli angoli bui nei quali nascondersi, in una città così pieni di viuzze, non si contano. 
 
E poi d’un tratto, mentre si sale e si scende, compare davanti agli occhi una piazza di fiori profumati, Mont des Arts, l’orgoglio di una città che non si arrende al degrado, una città d’arte con una vegetazione rigogliosa.
 
Bruxelles, una città dove tutti sono i benvenuti.

Mont des arts a Bruxelles xon i suoi fuori colorati e il cielo blu
Foto di Pixabay

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