“Sono incinta e sto andando in maternità. Ho lasciato di nascosto il mio portatile in ufficio, nonostante io sia obbligata a consegnarlo, perché il mio capo mi ha chiesto di continuare a lavorare da casa” (2022).

“Il capo del mio dipartimento mi chiede come mai sono ingrassata. Sostiene che alla mia età il peso dovrebbe essersi stabilizzato. Lui dice che quando mi ha assunta ero un figurino, ma sono un’impiegata non una modella” (2015).

“Lavoro come cassiere in un supermercato. Non ho ferie e permessi, lavoro in piedi, e lavoro anche con la febbre. I miei turni includono anche il sabato e la domenica” (2018).

“Lavoro in un call center. Mi capita spesso di fare straordinari, ma per poterli indicare devo chiedere il permesso al mio supervisore. Me ne concede al massimo uno al mese“(2012).

“Lavoro da sette anni nella stessa azienda e guadagno 1500 euro al mese. Il mio appartamento costa 850 euro al mese. I sindacati hanno negoziato un aumento di 20 euro lordi al mese” (2019).

I manager della mia azienda sono convinti che “smart working” significhi “non lavorare“. Oltre a disincentivarci dal lavorare da casa, chiedono a noi dipendenti di scegliere il nostro giorno di lavoro a distanza in base alle ferie dei nostri colleghi per evitare che l’ufficio rimanga vuoto”(2020, 2021, 2022).

un uomo con la testa tra le mani davanti ad un laptop e ad una tazza di caffè

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Keep Calm & Drink Coffee

    Da mettersi veramente le mani nei capelli, per non piangere …

    1. Figlia del mio tempo

      Storie che descrivono la bassa considerazione non solo della legge, ma anche del lavoratore

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